Chiesa di San Michele Arcangelo

Sorge sulle fondamenta di una piccola chiesa, abbattuta nel 1723 in seguito alla precarietà delle strutture portanti e per le dimensioni troppo ridotte.

Descrizione

Già nel 1711 il vicario capitolare di Ugento mons. De Rossi riportava che Supersano non aveva una chiesa capiente ad ospitare neppure 150 fedeli. L'abbattimento fu ordinato da monsignor Andrea Maddalena di Napoli, allora vescovo di Ugento (1722–1724). I lavori di ricostruzione si protrassero per tantissimi anni e venne inaugurata nell'aprile del 1740. Nel 1741 venne eretto l'altare maggiore per volontà di Lucrezia De Capua, principessa di Tricase. Nel 1743 la chiesa venne danneggiata dal terremoto che scosse gran parte della penisola salentina. L'edificio, così ricostruito, aveva una pianta rettangolare ad aula unica. Preesistente a questa ricostruzione è la cappella di San Michele, la quale venne rifatta e decorata nel 1735 a cura di Marcello Filomarini, vescovo di Mileto.
Rimasta inalterata per circa due secoli, nel 1933 venne interessata da lavori che determinarono l'ampliamento della struttura. Furono realizzati due bracci ottenendo così l'attuale forma a croce latina. Nel 1955, in seguito alla necessità di allargamento della strada prospiciente, l'amministrazione comunale decise di far smontare pezzo la facciata principale facendola indietreggiare di qualche metro e rimontandola così come è allo stato attuale. La facciata, in conci di carparo, è divisa in due ordini da una trabeazione ed è priva di coronamento. Il portale d'ingresso è affiancato da due nicchie contenenti le statue degli apostoli Pietro e Paolo. Tra il portale e la finestra, posti in asse, è presente un'incisione lapidea e il vecchio stemma di Supersano raffigurante una quercia tra le lettere SP maiuscole. L'interno è scandito da due brevi cappelle per lato ospitanti altari con relative tele.
Santuario della Beata Vergine di Coelimanna, risale agli inizi del XVI secolo ma fu rifatto e ultimato nel 1746. Altri lavori di ristrutturazione furono effettuati nel 1781. Le sue origini sono legate ad una leggenda del XV secolo, secondo la quale ad una pastorella che conduceva il proprio gregge apparve una signora dalle fattezze celestiali. Diffusasi in paese la notizia, il popolo si recò sul luogo dell'apparizione e scoprì un antro e poi una cripta. Nella cripta vi era un altare con una nicchia contenente l'immagine della Madonna con l'iscrizione greco-latina Virgo Manna Coeli. Nei pressi della cripta venne innalzata la chiesa.[17] La facciata, dalle semplici linee architettoniche, si compone di portale d'ingresso e finestra centrale e termina con un timpano spezzato. L'interno è a croce greca con una complessa volta in muratura. La zona absidale, nella cui parete si apre una grande arcata, accoglie l'altare maggiore di fattura settecentesca sul quale è presente l'altorilievo in cartapesta raffigurante la pastorella che indica al parroco la Beata Vergine di Coelimanna. A sinistra dell'altare è presente un pulpito ligneo mentre sopra la zona d'ingresso si eleva la cantoria. Un gruppo statuario riproduce l'altorilievo dell'altare.

Modalità di accesso

Accesso in Via Roma

Indirizzo

Via Roma, 62, Supersano LE

Contatti

Telefono: 0833-632282

Ultimo aggiornamento: 27/05/2024, 15:10

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